Grazie a un libro, un nuovo orfanotrofio in Tanzania

Ecco, i libri hanno molte funzioni. Intrattengono, informano, indignano, divertono, fanno sognare, educano… Ogni tanto fanno anche raccogliere fondi per qualche buon motivo. E’ il caso del libro “37.423 Km in Africa”, di Pina Bigoni.

Realizzato anche con il contributo di Geca, il libro è stato presentato in anteprima a Milano nel novembre 2008, in concomitanza con la mostra fotografica di Alberto Negroni. Libro e mostra sono il racconto di un viaggio in Africa di quasi anno fatto da Pina e Alberto a bordo di una jeep. Tornati a Milano, hanno deciso di dare una mano alle tante persone e micro realtà di volontariato che hanno incontrato durante il loro incredibile viaggio. Così, armati di sana follia, hanno fondato la Niphelping Onlus.

Con i proventi della vendita del libro e delle donazioni raccolte durante gli allestimenti della mostra, stanno per andare ad Arusha, in Tanzania, a consegnare personalmente una prima parte dei fondi necessari alla costruzione di un nuovo orfanotrofio, (www.stjosephsorphanage.org).

Per chi volesse maggiori informazioni, questo qui è il loro sito.

Un calendario dedicato all’acqua

Il nuovo calendario fotografico Geca 2009 è dedicato all’acqua. Si intitola “H2O: l’acqua nelle nostre vite”. E’ difficile, di anno in anno, prevedere su quale argomento ci focalizzeremo. Dopo il calendario dedicato a Berlino, nel 2008, molti si aspettavano un’altra città europea. Invece, questa volta, ci siamo soffermati a riflettere su come questo elemento entri nelle nostre vite in ogni istante, anche quando non ce ne accorgiamo. L’acqua serve infatti a produrre l’energia che consumiamo e a trasportare le merci che acquistiamo; con l’acqua vengono irrigati i campi dove si coltivano i prodotti  che mangiamo o il foraggio per gli animali che alleviamo; l’acqua alimenta le fontane che abbelliscono le nostre città; con l’acqua celebriamo riti religiosi e ci teniamo in forma nuotando in una piscina….

Sul sito Geca è possibile sfogliare tutte le 13 immagini che compongono questo originale progetto, arricchito, nella versione “cartacea”, di notizie e curiosità che, ogni mese, accompagnano la foto.

Inutile aggiungere che il calendario è stato stampato su carta FSC “amica delle foreste”.

La carta e le sue foreste…

Ci si può fidare di Geca. Perchè se è vero che i libri contengono al loro interno vite, mondi, storie e paesaggi, è pur sempre vero che per far nascere tutto ciò si è dovuto uccidere qualcos’altro. Nel caso dei libri, sono stati abbattuti degli alberi. E se poi vai a informarti, scopri che anche in paesi insospettabili le foreste non vengono gestite proprio nel migliore dei modi.

Così, siamo molto felici di annunciare che Geca hanno ottenuto la certificazione FSC. FSC sta per Forest Stewardship Council. E’ un’oraganizzazione che promuove nel mondo una gestione responsabile e corretta delle foreste e delle piantagioni. Vuol dire che le foreste certificate dall’FSC sono gestite secondo principi che ne garantiscono la conservazione, tutelano la biodiversità, rispettano i diritti di chi ci lavora e delle popolazioni che ci abitano. Assicurano insomma che quella foresta duri nel tempo e continui a essere un punto di riferimento, di sostentamento e di identità culturale per chi ci abita dentro o vicino. Non male.

E che c’entra Geca, che è un semplice stampatore? C’entra, perchè da qualche settimana Geca è stata certificata dallo stesso FSC. Questo vuol dire che Geca ha messo a punto un sistema di gestione degli acquisti e della lavorazione della carta tale da poterne garantire la tracciabilità. Quando un cliente di Geca vuole stampare un libro o un qualsiasi altro prodotto su carta la cui cellulosa proviene da foreste certificate FSC, allora Geca compra la carta, controlla per bene tutte le fasi di lavorazione in modo che quella carta FSC non venga mischiata con altre carte, e può in questo modo apporre un marchio di “qualità” ambientale sul libro o sul prodotto, in modo che chi compra il libro o chi riceve il depliant sappia che per produrre quel libro o quel depliant è stata usata carta “amica delle foreste”. E magari lo comprerà più volentieri.

Certo  non si salva il mondo, ma un piccolo aiuto serve sempre!

Massacri

“Seymour Lawrence mi fece un contratto per tre libri e io dissi: “Okay, il primo dei tre sarà il mio famoso libro su Dresda“. Gli amici di Seymour Lawrence lo chiamano Sam. E ora io dico a Sam: ” Ecco il libro, Sam“.
E’ così breve, confuso e stonato, caro Sam, perchè non c’è nulla di intelligente da dire su un massacro. Si suppone che tutti siano morti, e non abbiano più niente da dire o da pretendere. Dopo un massacro tutto dovrebbe tacere, e infatti tutto tace, sempre, tranne gli uccelli. (..)
Ho detto ai miei figli che non devono, in nessuna circostanza, partecipare a un massacro, e che le notizie di massacri compiuti tra i nemici non devono riempirli di soddisfazione o di gioia.
Ho anche detto loro di non lavorare per società che fabbricano congegni in grado di provocae massacri, e di esprimere il loro disprezzo per chi pensa che congegni del genere siano necessari“.

(da “Mattatoio 5“, Kurt Vonnegut)

Kurt Vonnegut: così va la vita

Libri, dicevamo. E scrittori. Pochi giorni fa un grande scrittore è morto. Così va la vita, avrebbe detto Billy Pilgrim, il suo alter-ego letterario. E’ un uomo che è riuscito a sopravvivere alla Seconda Guerra mondiale, e soprattutto al bombardamento di Dresda. Lui era un soldato americano. Fatto prigioniero, fu trasferito a Dresda, fino ad allora città considerata sicura perché priva di infrastrutture strategiche, ricca solo di cultura, arte, teatro. Il bombardamento che tra il 13 e il 15 febbraio 1945 la rase completamente al suolo e uccise circa 130 mila suoi abitanti vide Kurt Vonnegut testimone, suo malgrado.

Dopo molti anni Vonnegut raccontò questa sua esperienza in un bellissimo libro visionario, surreale, apocalittico. Un libro contro la Guerra, scritto con la G, ovvero contro l’idea stessa di guerra.

Rimando al prossimo post per un brano tratto da questo libro, che si intitola Mattatoio 5.

La carta è viva. Per esempio, la sabbia…

I libri ci piacciono proprio perchè pur sapendo tante cose, sanno essere piccoli e discreti. Mi piacciono anche perchè sono fatti di carta, e la carta è un materiale vivo. Lo schermo che stai guardando, onestamente, è un po’ più inerte. La carta di quel libro che hai in alto sullo scaffale di casa tua non è la stessa di quando lo hai comprato nella tua libreria preferita. E’ cambiata, come sei cambiato tu.

Per questo molte ricerche rivelano che il consumo di carta, invece di diminuire, con l’avvento delle nuove tecnologie sta addirittura aumentando. Un libro si può toccare, piegare, arrotolare, annusare, strappare. Oppure, vi è mai capitato di riprendere un libro che avete letto in una vacanza di tanti anni fa e trovarci dentro la sabbia della spiaggia su cui passavate i pomeriggi ad abbronzarvi?

Provate a mettere della sabbia nel vostro computer….