Grazie, Dio, per queste lacrime

Questo post, lo ammetto, è un po’ OT. A mia parziale giustificazione posso dire però che della vicenda qui trattata e del suo protagonista hanno scritto anche autori come Galeano, Amis, Montalban e Soriano. Alla fine dell’articolo, inoltre, troverete la trascrizione di un monologo che, sebbene inscritto nella tradizione orale della cultura televisiva, non è privo di una certa letterarietà.

Dunque, conoscevo un buttafuori di un disco-pub di Milano (ora il disco-pub non c’è più: è letteralmente sparito in pochi Bocconi). Il buttafuori era alto almeno uno e novanta e i suoi muscoli, insieme al suo sguardo professionalmente feroce, gli rendevano la vita lavorativa piuttosto tranquilla. Patrick, questo il suo nome, era allora un ragazzo di circa 25 anni e veniva dal Camerun. In pochi si azzardavano ad attaccare briga o a creare problemi nel locale: la sua sola presenza era un monito sufficiente. Quando mi raccontava le sue tecniche per picchiare senza essere picchiato rimanevo sempre un po’ inquieto, perché in effetti quello faceva di lavoro e ogni tanto gli capitava di dover “intervenire”.

Una sera, in vena di confidenze, mi disse che la notte precedente aveva pianto. Rimasi stupito da questa confessione così intima e provai a immaginare i motivi che potevano aver indotto alle lacrime un uomo del genere. Ovviamente ipotizzai problemi amorosi, di salute o magari la nostalgia della famiglia lontana. Il mio stupore pertanto non poté che aumentare quando Patrick, quasi vergognandosi, decise di soddisfare la curiosità che aveva colto nel mio sguardo: “Mi sono rivisto la videocassetta con le migliori azioni di Maradona. Tutte le volte che la guardo mi commuovo e non riesco a non piangere”.

Ho perso di vista Patrick da tanti anni. All’epoca era un giovane laureato in biologia e stava studiando medicina all’università. Il lavoro di buttafuori era il suo modo di pagarsi gli studi. Ogni volta che vedo un’azione di Maradona in televisione, però, mi ricordo di lui.

Oggi non potevo quindi non scrivere di Patrick, dato che esattamente 26 anni fa, il 22 giugno 1986, durante la Coppa del Mondo di calcio disputata in Messico, Diego Armando Maradona segnò quello che è considerato il più bel gol del secolo. La prodezza di Maradona portò a 2-0 il risultato della partita dei quarti di finale Argentina-Inghilterra (il primo gol fu sempre di Maradona, quello realizzato grazie alla mano de Dios). La partita si chiuse sul 2-1, portanto l’Argentina in semifinale, quindi in finale, dove vinse il suo secondo titolo mondiale. In dieci secondi, Maradona percorse 60 metri scartando cinque giocatori inglesi più il portiere Shilton. Il gesto atletico del Pibe de Oro — unito al valore “politico” di una vittoria dell’Argentina sull’Inghilterra a quattro anni dalla Guerra della Falkland — non ha lasciato indifferenti commentatori, giornalisti, appassionati di calcio e, come dicevo all’inizio, anche scrittori.

Ma uno degli aspetti minori e meravigliosi di questa storia è la telecronaca di Victor Hugo Morales il quale, osservando la bellezza di quel gesto sportivo e umano, non riuscì a trattenere le lacrime e pianse in diretta mentre si compiva sotto i suoi occhi quel miracolo calcistico. Pianse e raccontò quell’attimo glorioso con parole talmente belle che è possibile trovarne trascrizioni ovunque in giro per la rete. E, da oggi, anche qui. Per apprezzare appieno il pathos di quei secondi, godetevi il video dell’azione con il commento originale. Io, in ogni caso, aggiungo qui la traduzione in italiano.

« … la tocca per Diego, ecco, ce l’ha Maradona. Lo marcano in due. Calcia la palla Maradona, avanza sulla destra il genio del calcio mondiale. Può toccarla per Burruchaga… sempre Maradona… genio, genio, genio… c’è, c’è, c’è… goooooooooool… voglio piangere… Dio Santo, viva il calcio.. golaaaaaazooo… Diegooooooool… Maradona… c’è da piangere, scusatemi… Maradona in una corsa memorabile, la giocata migliore di tutti i tempi… aquilone cosmico… Da che pianeta sei venuto? Per lasciare lungo il cammino così tanti inglesi? Perché il paese sia un pugno chiuso che grida per l’Argentina… Argentina 2 Inghilterra 0… Diegol, Diegol, Diego Armando Maradona… Grazie, Dio, per il calcio, per Maradona, per queste lacrime, per questo Argentina 2, Inghilterra 0. »

Twitter: @gecaspa

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Le Fiere del Libro in Italia: un elenco aggiornato

Come già  fatto l’anno scorso, Geca ha elaborato un elenco di tutte le fiere del libro organizzate in Italia. L’elenco riporta il nome della fiera, la città, la data prevista, il sito internet e i riferimenti utili per contattare l’organizzazione. L’elenco è in costante aggiornamento. Chiunque noti delle mancanze o delle inesattezze può scriverci a info@xquote.it. Elenco delle fiere del libro 2012 (aggiornamento: 01/08/2012)

È sorprendente scoprire il numero di fiere del libro organizzate ogni anno in Italia. Sorprende perché, visti i dati sulla lettura nel nostro Paese, uno si aspetterebbe un panorama meno ricco.

O forse ha ragione chi si chiede se sia proprio vero che in Italia non si legge. In effetti, nel 2001 gli italiani che dichiaravano di aver letto almeno un libro erano 22.575.000; dieci anni dopo, nel 2011, il numero è salito a 25.917.000 (elaborazione Aie su dati Istat, citati qui). Si tratta di 3.342.000 lettori in più (in percentuale sulla popolazione, i lettori passano dal 40,9% al 45,3%).

Ecco a voi la formidabile guida per editori felici

Oggi inizia il Salone del Libro di Torino 2012 e noi siamo finalmente in grado di svelarvi la formidabile guida per editori felici! Tra le sue pagine potrete finalmente scoprire il segreto del successo di Frank J. Pilgrim e Gees Van der Buch. Cliccate sull’anteprima e iniziate a sfogliare!

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#giornatamondialedellibro

Stavo facendo il mio solito giro al reparto finishing e mi sono imbattuto in alcuni bancali di libri pronti per l’imballo e la consegna. Avevo con me il telefono e ho fatto un paio di foto. Mi sembrava un bel modo di ricordare che oggi è la #giornatamondialedellibro.