La bella e la bestia: una storia per tornare bambini

Il mese di maggio non poteva che essere dedicato alla fiaba che fa di una rosa il simbolo per la trasformazione di un mostro in un animo gentile: La bella e la bestia.

Mariangela Grancini è la responsabile della Logistica e dell’Ufficio Acquisti. Tratta coi fornitori di carta e lavorazioni speciali per ottenere le migliori condizioni e supervisiona le fasi finali delle lavorazioni. Il libro a cui ha voluto rendere omaggio nel calendario Geca è La bella e la bestia, una fiaba evergreen che ci fa tornare bambini. L’illustrazione la raffigura nel mondo che tutti ricordiamo nel cartone Disney.

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La nostra inquietudine per i neofascisti al Salone

Vogliamo prendere posizione in merito alle polemiche sulla presenza al Salone del Libro di Torino della casa editrice Altaforte, vicina al movimento neofascista Casa Pound. Siamo un’azienda grafica specializzata nella stampa di libri e quest’anno siamo presenti al Salone anche come partner tecnico, con il nostro marchio Rotobook. Per questo ci sentiamo in dovere di esprimere una posizione pubblica, anche perché il nostro nome è associato a quello del Salone.

Invocare la libertà per sopprimerla?

Francesco Polacchi, responsabile della casa editrice Altaforte, in un’intervista al Corriere della Sera ieri ha dichiarato: “Io sono fascista, e l’antifascismo è il vero male di questo Paese”.

Sono parole di una tale gravità che, da sole, probabilmente sarebbero sufficienti per revocare lo stand assegnato. Chi si professa fascista non dovrebbe essere accolto in un luogo che celebra la libertà di espressione e di pensiero. Il fascismo ha nel suo DNA la soppressione di queste libertà, attraverso la prevaricazione e la violenza. Durante il fascismo gli intellettuali non allineati venivano perseguitati, incarcerati, uccisi. Chi si richiama a quell’eredità e ne riproduce tutti i giorni i comportamenti non può invocare per sé quella stessa libertà che vorrebbe sopprimere (come ha ben chiarito Karl Popper con il suo “Paradosso della tolleranza“). Le cronache di questi anni testimoniano infatti che prepotenza, violenza e prevaricazione sono ancora connaturate ai movimenti neofascisti.

La nostra (inquieta) presenza al Salone

Noi andremo al Salone – il nostro marchio tra l’altro compare sui ventimila cordini portabadge – ma comprendiamo le ragioni di chi, come il collettivo di scrittori Wu Ming e lo storico Carlo Ginzburg hanno da subito deciso di annullare la loro partecipazione all’evento. Non hanno “abbandonato il campo”, come ha scritto qualcuno. Anzi, hanno permesso di aprire un dibattito che, speriamo, potrà farci fare qualche passo in avanti.

Il nostro lavoro è stare a contatto con gli editori, incontrarli per capirne i bisogni e presentare le nostre soluzioni. Per questa ragione non possiamo non essere presenti al più importante appuntamento fieristico italiano del settore. Ma Geca è da sempre dalla parte della bibliodiversità e della possibilità di una cultura plurale e aperta. Ci rende profondamente inquieti vedere che al Salone del Libro, che sentiamo un po’ come casa nostra, viene data ospitalità a chi discrimina e perseguita le minoranze, a chi professa un’ideologia che reprime la libertà di espressione.

Zerocalcare, nell’annunciare di aver annullato tutte le sue presentazioni al Salone, ha ben espresso questo senso di inquietudine scrivendo queste parole:

“Mi è davvero impossibile pensare di rimanere tre giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale”.

Costruire argini

Anche noi, con questa presa di posizione, vogliamo far sapere al comitato di indirizzo e ai vertici del Salone: non è normale, non può essere normale. E lo diciamo a maggior ragione perché riconosciamo il valore e la ricchezza del Salone di Torino, in particolare delle ultime edizioni. Comprendiamo che il comitato si è trovato in una situazione difficile da gestire e che qualunque scelta avrebbe prestato il fianco a polemiche e recriminazioni. Ma speriamo che il dibattito di questi giorni serva ad attrezzarsi perché non capiti più. Così come molti comuni (tra cui proprio quello di Torino!) non concedono spazi pubblici a chi si professa fascista, a maggior ragione dovrebbe farlo una comunità che vive di libri, cultura, pluralismo.

 

Photo credit: Gianfranco Goria, Flickr

Dylan Dog: l’indagatore dell’incubo

Fantascienza e horror insieme dal 1986,

fra omaggi a mostri che sono classici della letteratura, orrore tradizionale, rimandi allo splatter targato Argento e Romero fino a diventare quella che viene definita dalla Bonelli Editore una sophisticated horror comedy.

È questa la scelta fatta da due nostri colleghi per il progetto Le storie siamo noi. La loro tavola è la prima delle “bonus tracks” che non hanno trovato spazio nel calendario, ma che pubblichiamo su altri media, tra cui il nostro blog.

Francesco De Donato è nell’Ufficio Editoria. Si occupa di tenere le relazioni con i clienti editori, avviando le commesse in produzione e supervisionando il loro iter fino alla spedizione.

Roberto Virga fa parte dell’ufficio amministrativo, occupandosi della contabilità clienti e del personale.

Il loro libro preferito è in realtà un fumetto, Dylan Dog; lo scenario disegnato da Alice Piaggio raffigura Dylan e il grottesco assistente Groucho fra tombe e mostri che fanno capolino dal terreno.

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Se questo è un uomo: un monito per il futuro, un racconto sull’umanità

“Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo”. (Primo Levi)

L’11 aprile ricorre l’anniversario della morte di Primo Levi, avvenuta nel 1987. Per questo abbiamo deciso di dedicare il mese di aprile del calendario Geca alla sua opera più importante, scelta da ben tre nostri colleghi per il progetto Le storie siamo noi.

Luca Bruno è un operatore di prestampa: riceve e verifica i file che i clienti ci inviano per stampare i loro libri, cataloghi e brochure e realizza le cianografiche cartacee o digitali per un ultimo controllo da parte del cliente e infine produce le lastre litografiche per la stampa offset.

Paolo Grandi è uno stampatore. Si occupa di stampa offset, in particolare quella stampa bianco e nero da cui nascono la maggior parte dei libri che realizza Geca.

Paolo Guidetti è un capo commessa. Si prende cura dei prodotti Geca dalla ricezione dei file fino all’imballo, scandendo le diverse fasi di produzione; si occupa dell’approvvigionamento carta, affida ai fornitori esterni lavorazioni speciali come sbalzo a secco o rilegatura a spirale e mette in atto operazioni di verifica sulla qualità della stampa e della confezione.

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Rotobook: un’identità visiva elegante rivolta agli editori

Non è un caso che proprio nei giorni di Book Pride Geca sia impegnata nel lancio della sua nuova piattaforma per la produzione libraria. Si chiama Rotobook e la presenteremo in anteprima dall’Area Partner della fiera milanese dedicata all’editoria indipendente (dal 15 al 17 marzo alla Fabbrica del Vapore di Milano).

L’identità visiva di questo nuovo marchio del panorama librario italiano è stata realizzata insieme all’agenzia milanese Reflektor, con la quale avevamo già collaborato per il calendario fotografico.

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Book Pride: orgoglio e bibliodiversità

Milano: la città dei libri 

Il Book Pride, fiera nazionale dell’editoria indipendente, si terrà a Milano il 15-17 marzo prossimi. Geca è partner di questa edizione e sarà presente nell’Area professionale per lanciare la nuova piattaforma Rotobook.

Nato per dare visibilità alla produzione dell’editoria indipendente nel 2015, anno in cui Milano fu assurta a Città del Libro e della Lettura, Book Pride da cinque anni continua il suo intento di concorrere a “sviluppare il pluralismo delle voci e delle proposte, ampliando il numero di lettori e la circolazione delle idee” (Filippo del Corno, Assessore alla Cultura per il Comune di Milano).

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