Massacri

“Seymour Lawrence mi fece un contratto per tre libri e io dissi: “Okay, il primo dei tre sarà il mio famoso libro su Dresda“. Gli amici di Seymour Lawrence lo chiamano Sam. E ora io dico a Sam: ” Ecco il libro, Sam“.
E’ così breve, confuso e stonato, caro Sam, perchè non c’è nulla di intelligente da dire su un massacro. Si suppone che tutti siano morti, e non abbiano più niente da dire o da pretendere. Dopo un massacro tutto dovrebbe tacere, e infatti tutto tace, sempre, tranne gli uccelli. (..)
Ho detto ai miei figli che non devono, in nessuna circostanza, partecipare a un massacro, e che le notizie di massacri compiuti tra i nemici non devono riempirli di soddisfazione o di gioia.
Ho anche detto loro di non lavorare per società che fabbricano congegni in grado di provocae massacri, e di esprimere il loro disprezzo per chi pensa che congegni del genere siano necessari“.

(da “Mattatoio 5“, Kurt Vonnegut)

Kurt Vonnegut: così va la vita

Libri, dicevamo. E scrittori. Pochi giorni fa un grande scrittore è morto. Così va la vita, avrebbe detto Billy Pilgrim, il suo alter-ego letterario. E’ un uomo che è riuscito a sopravvivere alla Seconda Guerra mondiale, e soprattutto al bombardamento di Dresda. Lui era un soldato americano. Fatto prigioniero, fu trasferito a Dresda, fino ad allora città considerata sicura perché priva di infrastrutture strategiche, ricca solo di cultura, arte, teatro. Il bombardamento che tra il 13 e il 15 febbraio 1945 la rase completamente al suolo e uccise circa 130 mila suoi abitanti vide Kurt Vonnegut testimone, suo malgrado.

Dopo molti anni Vonnegut raccontò questa sua esperienza in un bellissimo libro visionario, surreale, apocalittico. Un libro contro la Guerra, scritto con la G, ovvero contro l’idea stessa di guerra.

Rimando al prossimo post per un brano tratto da questo libro, che si intitola Mattatoio 5.

La carta è viva. Per esempio, la sabbia…

I libri ci piacciono proprio perchè pur sapendo tante cose, sanno essere piccoli e discreti. Mi piacciono anche perchè sono fatti di carta, e la carta è un materiale vivo. Lo schermo che stai guardando, onestamente, è un po’ più inerte. La carta di quel libro che hai in alto sullo scaffale di casa tua non è la stessa di quando lo hai comprato nella tua libreria preferita. E’ cambiata, come sei cambiato tu.

Per questo molte ricerche rivelano che il consumo di carta, invece di diminuire, con l’avvento delle nuove tecnologie sta addirittura aumentando. Un libro si può toccare, piegare, arrotolare, annusare, strappare. Oppure, vi è mai capitato di riprendere un libro che avete letto in una vacanza di tanti anni fa e trovarci dentro la sabbia della spiaggia su cui passavate i pomeriggi ad abbronzarvi?

Provate a mettere della sabbia nel vostro computer….