Cos’è sto coso?

Siamo in un convento, nel Medioevo. Frate Gaetano è alle prese con un “coso” che non sa far funzionare. Decide allora di chiamare l’help desk interno, per farsi dare delucidazioni in merito all’utilizzo di un nuovo strumento tecnologico che rischia di rendere obsoleti persino i rotoli di pergamena: il libro.

Dalla Norvegia, un video esilarante. Doppiato in italiano.

I Mulini a Francoforte: le leggi sul libro in Europa

L’8 ottobre, alla Fiera del libro di Francoforte, i Mulini a Vento (instar libri, iperborea, marcos y marcos, minimum fax, nottetempo, voland) hanno organizzato un incontro tra editori indipendenti italiani e alcuni importanti editori europei.

Ne è nato un interessante dibattito durante il quale è stato possibile confrontare i risultati delle diverse leggi emanate negli altri stati. In particolare, tutti hanno sottolineato i benefici che la cultura e la “bibliodiversità” hanno ricevuto dalle leggi che prevedono il prezzo fisso.

Per un resoconto più dettagliato, guardate qui.

La legge sul prezzo del libro al Senato

Ne avevamo parlato qualche post fa. Ora la legge sul prezzo del libro approda al Senato. Un gruppo di editori indipendenti, che si è battezzato “I mulini a vento”, ha lanciato un appello in cui si chiede la modifica del testo già approvato alla Camera. La legge, così com’è ora, rischia di rappresentare un colpo mortale per moltissimi editori e librerie indipendenti, dal momento che lascia ampio diritto di sconto. Come si sa, gli unici in grado di fare forti sconti per lunghi periodo sono le grandi catene librarie e i grandi gruppi editoriali, che rischiano quindi di mangiarsi i piccoli.

Contro questa eventualità, i mulini a vento lanciano alcune proposte di modifica, molto concrete e molto sensate, che potete leggere in dettaglio nel loro appello.

Postilla: quello condannato a soccombere era Don Chisciotte, non i mulini a vento.

Parlando di ebook…

photo by goXunuReviews, FlickrLa questione “ebook” non coinvolge solo gli utenti e l’esperienza di lettura. Porta con sè numerose questioni, legate ai sistemi produttivi, ai canali distributivi e al riconoscimento dei diritti per gli autori.

In questo interessante post pubblicato sul blog Lipperatura, è possibile approfondire alcune tesi e punti di vista, anche grazie al ricco commentario prodotto da scrittori e operatori di settore.

Rivoluzionario

Ecco un divertente video in cui sono illustrate le mirabolanti caratteristiche di un nuovo, rivoluzionario dispositivo per l’intrattenimento…

La legge Levi minaccia l’editoria e la cultura italiane

L’altro giorno alla Camera è stata votata la proposta di legge firmata dall’onorevole Riccardo Levi in materia di prezzo di libri, che dovrà ora passare all’esame del Senato. Si tratta di una legge che intende regolamentare gli sconti da parte di editori e librerie. Così come è concepita (vedi approfondimento in fondo al post) la Legge Levi penalizzerà i medi e piccoli editori e le librerie indipendenti. La norma, infatti, lascia ampia libertà di sconto e di promozione agli operatori del settore, a tutto vantaggio dei grandi gruppi che hanno dimensioni tali da poter gestire politiche di sconto aggressive. Le vittime predestinate di questa legge saranno gli editori e le librerie indipendenti, che non potranno opporre difese a politiche di vendita basate sul prezzo.

Questa proposta di legge fa del libro un mero prodotto, rischiando di espellere dal mercato chi si sforza di affiancare a una pura logica commerciale anche uno sforzo di proposta culturale, che non sempre si può conciliare con i grandi numeri e le alte tirature. E’ ovvio che una

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Editori amici delle foreste, senza costi aggiuntivi

Succede che il mercato italiano pullula di carte provenienti da foreste gestite in modo irresponsabile. Molti dei libri che troviamo sui banchi delle librerie italiane sono stampati su carta ottenuta da una cattiva gestione forestale, che mette a rischio interi ecosistemi, la sopravvivenza di alcune specie animali, la qualità della vita e i diritti fondamentali delle popolazioni che abitano le foreste. C’è una parola che racchiude la tragedia di questo quotidiano saccheggio : deforestazione.

Ma tutto questo non è un destino ineluttabile. Esistono delle alternative. E gli editori italiani, grazie a Geca, da oggi hanno l’opportunità di diventare parte della soluzione. Per esempio, un editore può decidere di stampare i propri libri su carta la cui cellulosa provenga da foreste gestite in maniera responsabile. E’ il caso delle carte certificate FSC (acronimo di  Forest Stewardship Council, l’associazione

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