Se questo è un uomo: un monito per il futuro, un racconto sull'umanità

Intervista a Luca Bruno (prestampa), Paolo Grandi (stampatore) e Paolo Guidetti (capo commessa)

“Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo”. (Primo Levi)

L’11 aprile ricorre l’anniversario della morte di Primo Levi, avvenuta nel 1987. Per questo abbiamo deciso di dedicare il mese di aprile del calendario Geca alla sua opera più importante, scelta da ben tre nostri colleghi per il progetto Le storie siamo noi.

Luca Bruno è un operatore di prestampa: riceve e verifica i file che i clienti ci inviano per stampare i loro libri, cataloghi e brochure e realizza le cianografiche cartacee o digitali per un ultimo controllo da parte del cliente e infine produce le lastre litografiche per la stampa offset.

Paolo Grandi è uno stampatore. Si occupa di stampa offset, in particolare quella stampa bianco e nero da cui nascono la maggior parte dei libri che realizza Geca.

Paolo Guidetti è un capo commessa. Si prende cura dei prodotti Geca dalla ricezione dei file fino all’imballo, scandendo le diverse fasi di produzione; si occupa dell’approvvigionamento carta, affida ai fornitori esterni lavorazioni speciali come sbalzo a secco o rilegatura a spirale e mette in atto operazioni di verifica sulla qualità della stampa e della confezione.

Per il progetto Le storie siamo noi hanno scelto Se questo è un uomo, di cui l’illustratrice Alice Piaggio ha voluto rappresentare il buio  − l’abisso morale e la sofferenza che hanno caratterizzato la tragedia dei campi di sterminio – ma anche una luce: la luce dell’umanità che, nonostante tutto, ha saputo rimanere accesa.

Di solito inizio col chiedere il perché della scelta di un libro piuttosto che un altro. In questo caso mi pare quasi superfluo…

[L. Bruno] L’ho letto molti anni fa, ero molto giovane, era un periodo in cui leggevo tanti libri sull’argomento. La cosa che mi ha colpito è stato quanto un uomo possa essere feroce con un altro uomo e quanto è facile far perdere la dignità a un’altra persona. E poi la lotta quotidiana per la sopravvivenza, la ricerca continua per riuscire a vivere un altro giorno. Anche il racconto degli altri personaggi, internati e aguzzini, è davvero straordinario. È un libro che tutti dovrebbero leggere.

Paolo, anche tu lo hai letto da giovane?

[P. Guidetti] Non proprio, avevo già trent’anni. Ero stato ad Auschwitz e al ritorno ho deciso che dovevo imprimere nella memoria quello che era successo; allora mi sono messo a leggere libri sull’Olocausto.

Perché tra tutti i libri sul tema hai scelto proprio questo?

[P. Guidetti] Perché mi ha molto colpito il modo di raccontare: nonostante quello che Primo Levi ha subito, nel libro non traspare odio o rancore; è concentrato sull’animo umano, su quello che vive e sente l’essere umano in queste condizioni. È concentrato sull’umanità e sul fatto di vivere questa condizione di annientamento.

[P. Grandi] Eppure, quando lo leggi, è quello che provi verso chi ha causato questo mare di sofferenza. A me ha lasciato addosso un senso di tristezza e di ripulsa nei confronti di chi ha reso possibile tutto questo. Dopo aver letto Se questo è un uomo e il suo seguito, La tregua, mi ero ripromesso che non avrei mai messo piede in Germania. Poi però l’ho fatto, e sebbene mi siano piaciuti il posto e le persone, ogni pagina di questo libro me li ha fatti un po’ odiare.

Cosa ti ha lasciato?

[P. Guidetti] Visitando Auschwitz e poi leggendo il libro mi ha colpito la ferocia di uomini verso altri uomini. Hanno annientato la loro umanità in ogni momento della loro permanenza. E io nelle baracche mi sono immaginato il freddo e la sofferenza di essere privati di tutto. Anche del nome.

[P. Grandi] Ho capito quello che tanti, troppi hanno dovuto passare per poterci garantire la libertà. E mi sono reso conto di quanto serva ricordare… Per non commettere gli stessi errori. Ho fatto vedere Schindler’s List a mia figlia quando aveva dieci anni. I giovani devono capire, perché è a loro che lasciamo il nostro mondo.

[L. Bruno] La perdita della dignità umana è la cosa che fa più male, è una cosa che purtroppo ho rivissuto. Perdere la dignità è la cosa peggiore che ti possa accadere. E questo libro ti lascia dentro proprio questo: la consapevolezza che la dignità umana è la cosa più importante da preservare.

 

Titolo: Se questo è un uomo
Autore: Primo Levi
Editore: Einaudi
Acquista online: Se questo è un uomo

 

 

Il progetto

Scopri “Le storie siamo noi”, il progetto del calendario Geca 2019 dedicato ai nostri quarant’anni.

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